Quanto guadagna davvero uno youtuber

Youtube è una delle piattaforme più interessanti per guadagnare online: ti permette di sfruttare la tua creatività per creare community e avere delle ottime entrate.

Essere pagati per far qualcosa che ami, è privilegio spesso riservato a pochi. E’ sicuramente importante al giorno d’oggi o forse lo è sempre stato. Le persone però, si sono abituate a rinunciare, considerandolo, come un sogno impossibile.

Con Youtube è possibile: potenzialmente puoi lavorare da qualsiasi parte del mondo, interagire con i tuoi followers e godere dei molti vantaggi concessi a chi si occupa di video e nuove tecnologie.

Youtube è una piattaforma pensata per l’intrattenimento: è un lavoro difficile perché non è certo una passeggiata intrattenere così tante persone, con costanza, risultando simpatici e creativi.

Ma senza perderci in chiacchiere, approfondiamo la questione: questa guida ti aiuterà a capire quanto guadagna uno Youtuber in media e come funziona il mondo della monetizzazione su questa meravigliosa piattaforma.

Molte persone per vedere quanto guadagna uno Youtuber, vanno su www.socialblade.com ma possiamo assicurarti che non è un buon metro di valutazione, poiché non sono dati aggiornati e non prendono in considerazione molti parametri importanti.

Se il tuo desiderio è scoprire quanto guadagna uno Youtuber o guadagnare con Youtube, sei nel posto giusto, continua a leggere la nostra guida.

Quanto si guadagna su Youtube e come?

Quanto si guadagna su Youtube e come

Esistono cinque modi principali in cui uno Youtuber guadagna:

Questo è uno dei modi più noti per fare soldi su YouTube. Come funziona allora? Google pubblica annunci sui tuoi video e mantiene il 45% delle entrate pubblicitarie di YouTube, lasciando il 55% a te, proprietario del video. Non tutti gli annunci però pagano allo stesso modo, per cui è davvero difficile fare una somma stimata di ciò che si può guadagnare con un video, ci proveremo comunque per te, cercando di rispondere alle domande più fatte nel mondo di Youtube.

Quanti soldi guadagna uno Youtuber per visualizzazione? Secondo diverse fonti, uno Youtuber guadagna tra 0,3 centesimi a 1 centesimo per visualizzazione.

Quanto guadagna uno Youtuber ogni 1000 visualizzazioni? E’ semplice basta fare un calcolo, quindi tra i 10$ e 30$ dollari.

Quanto guadagna uno Youtuber per video? Dipende dal pubblico e dagli annunci visualizzati da Google, ma potrebbe essere davvero tanto. Ad esempio, se un video ha 1 milione di visualizzazioni, un Youtuber potrebbe incassare tra $ 3.000 e $ 10.000 e anche di più.

Quante visualizzazioni devi raggiungere su YouTube per essere pagato? YouTube ti pagherà quando raggiungi un saldo di $ 100.

Guadagnare soldi con link di affiliazione comporta la review di un prodotto o servizio. (Quando guardi l’ultima review Apple, relativa ad Iphone 11 fatta da uno Youtuber, spesso sono prodotti in affiliazione).

Uno Youtuber può essere contattato da un’azienda che chiede di fare una recensione per il proprio prodotto. Lo Youtuber parlerà quindi delle funzionalità del prodotto e di come gli spettatori potrebbero trarre il massimo vantaggio dall’uso del prodotto/servizio, nel caso in cui il contratto con l’azienda sia libero, potrà parlare anche degli svantaggi dell’uso di un prodotto; altrimenti aspettatevi recensioni 100% positive in ogni caso.

Se guardi bene, di solito c’è anche un link nella descrizione del video che indirizza gli spettatori a un sito in cui possono acquistare il prodotto o servizio consigliato. I link sono impostati come link di affiliazione. Se lo spettatore finisce per effettuare un acquisto, lo Youtuber in questione, riceverà una percentuale del prezzo di acquisto.

I link di affiliazione sono relativamente comuni su YouTube e più grande è la tua base di iscritti, maggiore è la probabilità di guadagnare. Basti pensare a quanti usano link di affiliazione Amazon per guadagnare anche solo comprando dei prodotti che sono magari davvero utili o che dovevano comunque acquistare.

Se un canale YouTube ha molti iscritti e un elevato engagement, lo Youtuber potrebbe anche convincere le aziende a sponsorizzare i suoi video e ricevere pagamenti per la promozione aziendale sul proprio canale.

Le aziende sono costantemente alla ricerca di modi per finire in “vetrina” in modo che il brand sia conosciuto il più possibile dalle persone interessate a anche da quelle che non lo conoscono. Le aziende ovviamente, puntano sempre alle conversioni ed è per questo che il video sponsorizzato lo troverai spesso da chi ha veramente molti iscritti e molte visualizzazioni per video.

Poiché YouTube è il secondo motore di ricerca più grande con circa 1,9 miliardi di utenti mensili, è la piattaforma perfetta per le aziende per interagire con i loro potenziali clienti ed anche se vogliamo fare un paragone con altri metodi, il modo più semplice per convertire.

Affinché avvenga una sponsorizzazione, il pubblico del canale YouTube dovrebbe essere composto da persone che la società vuole nel suo target e quindi verrà scelto lo Youtuber che parla di una determinata cosa, piuttosto che un’altra, in modo che possa fornire più conversioni possibili.

Facciamo un esempio: nel caso in cui venga sponsorizzato un nuovo paio di occhiali, lo Youtuber che li sponsorizza dovrà essere un tipo/a che ama vestirsi alla moda e che quindi sia da esempio per i ragazzi più piccoli o della sua età. L’azienda in questione sceglierà tra il panorama quello più incline a queste aspettative, in modo da poter monetizzare tramite lui/lei il più possibile.

Il marchio pagherebbe quindi per essere promosso in un video o in una serie di video, in questo modo conquistando l’attenzione dei potenziali consumatori, mentre lo Youtuber raccoglierebbe i vantaggi finanziari.

Se un canale YouTube, ha migliaia di fan che lo adorano che farebbero qualsiasi cosa per vederlo continuare, le donazioni di coloro che lo seguono, potrebbero anche essere un’opzione ottimale da sfruttare.

Uno Youtuber in questo caso, chiederebbe ai fan di trasferire le loro donazioni attraverso piattaforme come PayPal o Patreon.

Le donazioni sono più comunemente utilizzate per mantenere attivo un canale piuttosto che portare a qualcuno alti guadagni su YouTube. Supportano finanziariamente il creatore dei video e consentono di continuare ad aggiornare il canale con nuovi contenuti, ma è improbabile che qualcuno faccia molti soldi con le donazioni.

Coloro che hanno costruito un seguito forte e sono diventati brand di sé stessi popolari e con un buon pubblico, potrebbero anche fare una discreta quantità di entrate vendendo cose come magliette, borse e cappelli con nomi, loghi e slogan associati al loro marchio.

Ad esempio in Italia i Mates capitanati dallo Youtuber Anima, hanno un grande merchandise e gli adolescenti italiani acquistano le loro magliette, cappellini ecc.

Per renderlo redditizio, tuttavia, bisogna investire molto tempo nella creazione di un brand unico.

Poi diventare davvero un Ninja con YouTube e guadagnare i big money?

La risposta è semplice: sì, puoi guadagnare molti soldi su YouTube. Ma la maggior parte degli Youtuber non guadagna molto.

E’ possibile avere anche il proprio stipendio grazie a Youtube. Prendiamo in considerazione ragazzi come Marcello Ascani (Youtuber diventato famoso per i suoi disegni animati) o anche Efrem Lamesta. Possiamo dire che ci sono tanti ragazzi che inseguono il sogno di YouTube, cercando di dare sempre qualcosa di nuovo ai loro followers e realizzando uno stipendio mensile.

Gli stipendi di queste persone sono stipendi abbastanza alti e come abbiamo detto sopra, dipendono spesso dalle sponsorizzazioni.

Ma questa è solo una microscopica minoranza di Youtuber. Secondo un recente studio sui social media, solo il 3% di Youtuber ottiene il 90% di tutte le visualizzazioni di YouTube. E con YouTube, come abbiamo appreso, il denaro è dove si trovano gli spettatori.

Quali sono i requisiti per guadagnare soldi su Youtube?

i requisiti per guadagnare soldi su Youtube

Chiunque desideri iniziare a guadagnare su YouTube dovrà raggiungere queste basi prima di poter iniziare a guadagnare:

Inoltre, YouTube è altamente competitivo. Ci sono migliaia di canali praticamente su qualsiasi cosa: dai commenti alle celebrità, ai videogiochi (tutto il giorno!).

Quindi, se stai pensando di avviare un canale YouTube con la speranza di fare soldi, dovrai inventare qualcosa di unico, che faccia davvero la differenza e non annoi il tuo pubblico.

Dovrai diventare competitivo/a e sperare di essere preso in considerazione come un amico importante, come fanno per esempio molte ragazze con Erikakawaii.

Potrai ricevere assistenza in merito e scoprire le tue possibilità di diventare uno Youtuber Ninja grazie a Sondora, agenzia specializzata in consulenza SEO.

Potrai crescere su Youtube, ottenendo un preventivo gratuito e scegliendo tu stesso/a il tuo percorso grazie agli esperti.

Per saperne di più.

I risultati che otterrai sono a lungo termine, riceverai:

Se il tuo sogno è lavorare come Youtuber, affidati a Sondora. Non resterai deluso dalla nostra competenza, dai servizi offerti e dalle capacità di conversione dei Seo Specialist. Nessuno ti aiuterà come il Team di Sondora ad accaparrarti quel posto tanto desiderato tra i big di Youtube.

Conclusioni su quanto guadagna uno youtuber

Vogliamo concludere dicendo che le tue possibilità su Youtube sono numerose. Avrai a che fare con sfide molto complesse soprattutto se sei agli inizi ed è per questo che ti servirà un’agenzia che ti faccia da supporto, per curare la tua parte social e farti fare l’upgrade nei motori di ricerca.

Guadagnare con Youtube, una volta iniziato il tuo percorso non sarà difficile ma di certo nemmeno una passeggiata, dovrai impegnarti.

Come hai visto ci sono diversi modi di guadagnare, quello iniziale è senza dubbio tramite annunci di Google: ma quando crescerai con il tuo profilo, avrai l’opportunità di guadagnare grazie alle sponsorizzazioni.

Ti ricordiamo che la prima consulenza con Sondora è free, non perdere tempo e inizia ad occuparti al meglio del tuo canale Youtube. Dai sfogo alla tua creatività, e sfrutta il tuo istinto per dedicarti e vivere al meglio questa portentosa possibilità lavorativa.

Storie Instagram: 10 trucchi e funzioni che non sapevi

Vuoi sapere tutto sulle funzioni delle storie Instagram, ma non sai da dove iniziare?

Sei nel posto giusto, te lo spieghiamo noi di Sondora Marketing!

Instagram è uno dei social network più in voga tra i millennials e non solo, è in continua crescita. Ma stai sfruttando al massimo le sue potenzialità?

Abbiamo pensato quindi di scrivere una guida per te, per avere più like e più visualizzazioni nelle stories, usando qualche trucchetto che non guasta.

Quando hanno lanciato l’app di Instagram, c’erano solo dei filtri e potevi condividere le foto con i tuoi amici e usare degli hashtag. Dopo sei anni e mezzo e l’acquisizione di Facebook, l’app ha 700 milioni di utenti attivi e tante funzionalità avanzate. Una di queste è la possibilità di fare delle storie e condividere foto, video, musica per essere sempre più vicini e in tempo reale con i propri amici/followers.

È semplice condividere una foto o un video con pochi click. Tuttavia, se parli con alcune delle persone che hanno decine o addirittura centinaia di migliaia di follower sul servizio, ti renderai conto che c’è molto da imparare su come utilizzare il proprio profilo Instagram.

Scopriamo insieme alcuni trucchi per usare al meglio le Instagram stories e diventare un/a vero/a e proprio/a instagrammer!

Abbiamo provato per te tutti questi trucchetti, ognuno di essi ti permetterà di vivere al meglio la tua esperienza sul social più amato di tutti i tempi, ma anche più controverso.

Come funzionano le Instagram stories?

Instagram descrive le storie come qualcosa che ti consente di: condividere tutti i momenti della tua giornata, non solo quelli che vuoi mantenere sul tuo profilo.

La funzione ti consente di condividere più foto e video che in pratica significa una bobina, come Snapchat. E, naturalmente, queste foto e video scompaiono dopo 24 ore.

E’ possibile salvare le storie e farle diventare un video ad esempio, non è un trucchetto però te lo consigliamo perché se hai registrato una sola volta tramite l’app, perderai le storie. Puoi anche aggiungere testo e scarabocchi a foto e video.

 

Come si fa postare nelle Instagram stories?

Tocca il pulsante della fotocamera nella parte superiore sinistra dello schermo o scorri verso destra da qualsiasi punto del feed Instagram. Quindi, tocca o premi a lungo il pulsante di registrazione in basso per scattare una foto o un video, rispettivamente.

Puoi anche toccare Boomerang per scattare foto a raffica che si spostano in avanti o indietro e puoi scorrere a sinistra per passare le mani libere.

Nel corso della sua vita, Instagram ha aggiunto diverse nuove funzionalità a Stories, come Superzoom, Stop-Motion, Rewind e, più recentemente, Music (per aggiungere musica alle tue storie).

Una volta fatto, tocca le icone, testo o adesivo, per aggiungere effetti. Gli adesivi possono includere informazioni sulla posizione, sondaggi e canzoni.

Una volta terminata la modifica, puoi salvare la tua creazione sul telefono o toccare l’icona + per condividerla con la tua storia.

Come si fa a nascondere la tua storia Instagram da qualcuno?

Foto e video che condividi con la tua storia scompaiono dal feed e dal tuo profilo dopo 24 ore. Se non vuoi che qualcuno veda la tua storia, puoi nasconderla.

Da lì, seleziona Impostazioni storia sotto Account, quindi tocca Nascondi storia da e seleziona le persone da cui desideri nascondere la storia.

Quando pubblichi una foto o un video nella tua storia, questo appare sul tuo profilo nella parte superiore del feed di Instagram. Le storie condivise pubblicamente possono anche apparire nelle schede cerca ed esplora se sei fortunato/a e se hai usato i giusti tag.

Inoltre, se hai aggiunto un hashtag, una posizione o un adesivo basato sulla posizione, potrebbe apparire anche nelle pagine di hashtag o posizione.

Cosa puoi fare con le Instagram Stories?

Aggiungere effetti

Puoi aggiungere scarabocchi, testo, adesivi, filtri per il viso alla tua storia.

Aggiungere musica

L’aggiornamento più recente di Instagram ti da la possibilità di aggiungere brani direttamente alle tue storie. Facebook ha siglato accordi con tutte le principali etichette discografiche per garantire la sicurezza di vari brani, e ogni giorno ne vengono aggiunti altri.

Scopri chi sta guardando la tua storia

Quando guardi la tua storia, scorri verso l’alto per vedere chi ha guardato ogni foto e video.

Rendi privata la tua storia

Se il tuo account è impostato su privato, la tua storia sarà visibile solo ai tuoi follower. Puoi anche nascondere la tua intera storia a chiunque non desideri vederla, anche se ti seguono.

Pubblica la tua storia sul tuo profilo

La tua Storia di Instagram per impostazione predefinita non verrà visualizzata nella griglia del tuo profilo o nei feed, ma puoi scegliere di presentare una parte particolare della tua storia pubblicandola sul tuo profilo.

Ma non perdiamoci ulteriormente in chiacchiere, vi presentiamo 10 segreti per ottimizzare la vostra strategia per crescere su Instagram.

10 trucchi da usare con le Instagram stories

Sappiamo che sei abituato a condividere qualcosa di tuo durante le giornate, ma spesso ciò che premia è proprio la costanza, quella che manca a molte persone.

Il nostro consiglio è di condividere si gli eventi importanti delle tue giornate ma anche ottimizzarli al massimo, inserendo tag e stickers per esempio.

Gli utenti apprezzano tantissimo gli eventi e farai un po’ di invidia ai tuoi amici magari pubblicando qualche foto tua anche nelle stories con una bella musica di sottofondo, potrai anche scegliere le hit del momento.

Per rendere una storia interessante deve avere un contenuto interessante e ricco di elementi che possano risaltare alla vista.

Prima, poter caricare più foto o video su Instagram era una scocciatura, ci mettevi una vita. Dovevi ripetere tutti i passaggi individualmente per ogni file che desideravi caricare.

Grazie a un aggiornamento nella programmazione, ora puoi aggiungere più foto e video in una singola storia. Potrai aggiungere ad esempio un video e una foto, scaricando una semplicissima app che si chiama Unfold.

Mentre prima devi aggiungerle una alla volta, adesso è molto più semplice, potrai aggiungere le Instagram stories selezionandole tutte e con un semplice click e poi andare a completare il lavoro con i tag, gli stickers e le frasi che preferisci.

A volte hai bisogno di più colore per attirare l’attenzione delle persone sulla tua storia. Potrai aggiungere un colore solido di sfondo.

Infatti è davvero molto semplice, basta selezionare il pennello del colore tenendo premuto sullo schermo per pochi secondi ed ecco che il tuo sfondo si colorerà del colore che hai selezionato.

Se ti stai chiedendo se stickers e foto verranno coperte, assolutamente no, resteranno in evidenza.

Questo trucchetto ti permetterà di zoomare in modo super rapido. Se tieni premuto il tasto per registrare una storia e muovi il dito in avanti quindi in su verso lo schermo o in giù, cambierai lo zoom e potrai zoomare in qualsiasi senso tu vorrai.

Questo è un trucchetto molto utile se vuoi mettere in evidenza qualcosa, vedrai infatti il cursore che zooma mentre registri e che si muove in base all’inclinazione del tuo dito. Semplice, utile e veramente consigliato per mettere in evidenza qualcosa.

E’ un ottimo trucchetto, consiste nell’inserire nelle storie la geolocalizzazione in base alla città che vuoi e l’inserimento di hashtag.

Aggiungendo hashtag e geolocalizzazione è molto più semplice che i followers trovino le tue storie all’interno per esempio della pagina dell’hashtag o della pagina della localizzazione.

Provare per credere. Il nostro consiglio è di inserire le città più gettonate in modo che le vostre stories verranno più viste e magari guadagnerete qualche follower.

Un trucchetto davvero interessante e succulento, non devi pensare alle tue storie solo come contenuti che svaniscono, ma anche come contenuti che puoi lasciare lì nel feed del tuo profilo che possano dire qualcosa di te.

Potrai lanciare diversi highlights e diverse rubriche in base a ciò che ti interessa di più e ciò che fai.

Per esempio se sei una persona che si occupa di make up o di tecnologia potresti parlare delle ultime novità del 2019 e capire quanto i tuoi followers siano interessati per poi passare subito alle storie e collegare le due cose.

Un trucchetto davvero simpatico per evidenziare le tue storie con scritte colorate da abbinare a simpatici stickers.

Facciamo un esempio, se scriviamo un testo e lo selezioniamo, possiamo farlo di vari colori e cliccando ancora può diventare arcobaleno, bellissimo da vedere e condividere.

Non è un nuovo trucco sicuramente, però molti non lo conoscono ancora.

Non ci credi? E’ possibile. Potrai aggirare questa limitazione e farla diventare un vantaggio per te.

Per ovviare questo problema spiacevole, potrai usare IGTV.

IGTV è il nuovo social interno a Instagram molto simile a Youtube, dove puoi caricare video fino a 60 minuti.

Se non sei ancora contento/a, possiamo dirti che è possibile realizzare video continui e anche se c’è la limitazione dei 15 secondi, almeno non ti stopperai mentre stai parlando.

Ci sono anche app che ti permettono di farlo in modo automatico, sia per Android che per IOS, l’app si chiama Story Cutter.

La maggior parte degli smartphone oggi ha aggiornato la propria programmazione per includere una modalità ritratto, che è una funzione che sfoca lo sfondo di un’immagine per mettere a fuoco nitidamente il soggetto.

Ma se il tuo telefono non è stato ancora aggiornato, non preoccuparti, Instagram ti copre. Fornisce una modalità ritratto nativo che si chiama Focus. Tutto quello che devi fare per usarlo: tocca l’icona della Storia nell’angolo in alto a sinistra, quindi nella schermata Storia, scorri a sinistra sulle modalità della fotocamera in basso fino a vedere la modalità “Fuoco”. Ora tutto ciò che devi fare è FARE CLIC!

NB: le storie dove è presente il tuo volto saranno le più visionate

 

Conclusioni sulle Instagram Stories

Speriamo di averti aiutato a conoscere i trucchetti più in voga per le Instagram stories, dobbiamo però ricordarti che ci sono tantissimi metodi per far crescere il tuo profilo nei social, attraverso il PPC marketing, se sei interessato/a a un team di professionisti che si occupi di far crescere il tuo brand, clicca qui per saperne di più sui servizi che la nostra agenzia offre.

Grazie al team di Sondora, avrete a disposizione professionisti orientati ai risultati, specialisti SEO, professionisti SEM, copywriters pubblicitari, creativi e graphic designers. Il team terrà frequenti sessioni di brainstorming per ognuna delle vostre campagne PPC prima di renderle ufficiali.

Il marketing per ricerche a pagamento è la vostra corsia preferenziale per una maggiore visibilità online, più impegno e ritorni sugli investimenti tangibili.

Come hai visto crescere su Instagram è possibile, ci sono molte strategie praticabili e puoi usufruirne grazie ai nostri servizi rivolti alle aziende e ai privati, come crescere con il tuo profilo per monetizzare al meglio.

Cross-selling, Significato, Esempi e Definizione

Aumenta le tue vendite online attraverso il Cross-Selling, una delle tecniche di marketing più diffuse, usata anche dai grandi colossi dell’e-commerce. Con poche e semplici mosse fai in modo che il tuo cliente acquisti qualcosa in più rispetto al prodotto di base che ha scelto.

Vuoi far crescere la tua attività online e hai bisogno di qualche dritta per far volare in alto il business del tuo portale?

Hai mai pensato di attivare il cross selling? Una strategia di marketing usata moltissimo negli ultimi anni anche dai brand più prestigiosi. Per il business tradizionale ma soprattutto in quello online, è stato definito addirittura un “mix letale” che fa lievitare vertiginosamente le vendite.

Tattiche vincenti che non funzionano solo nella più tradizionale vendita face to face ma anche e soprattutto online, nei web store e negli e-commerce che, grazie al cross selling, hanno raggiunto dei risultati prima impensabili.

Qualcosa di marziano? Assolutamente no. Una semplice strategia di vendita che mira a consolidare la relazione con il cliente, proponendogli prodotti o servizi aggiuntivi rispetto a quelli che ha già acquistato, puntando su un’offerta vantaggiosa e imperdibile.

Insomma, una sorta di vendita incrociata che si dimostra efficacissima proposta poco prima dell’acquisto. Prodotti supplementari, buoni sconto o pacchetti combinati che, nella maggior parte delle volte, inducono il consumatore ad accettare senza pensarci troppo.

Un’offerta dunque di maggior valore rispetto alla scelta di base, con prodotti o servizi che in qualche modo vi sono collegati, ma che appartengono ad una categoria diversa rispetto alla scelta iniziale.

Insomma, poco prima del momento fatidico del pagamento, si offre al cliente un beneficio in più, qualcosa che renda funzionale quello che lui aveva già scelto arricchendo così il portfolio.

Tecniche di marketing che sul digitale possono portare ad un aumento considerevole delle vendite se solo applicate in modo sapiente e strategico.

Cross selling, alcuni esempi virtuosi

Vediamo ora insieme alcuni esempi di grandi brand che da tempo ormai hanno attuato la tecnica del cross selling, congiuntamente con la cura della loro Brand Identity, con risultati stratosferici. Le vendite sono schizzate in alto, aumentando a dismisura.

Per la vendita tradizionale un grande esempio è il colosso di McDonald’s che all’acquisto di un semplice hamburger o di un classico panino ci propone le patatine e magari anche la Coca Cola, il tutto in un pacchetto completo e anche vantaggioso rispetto al costo della singola scelta iniziale.

Un esempio virtuosissimo di cross selling puro che da anni porta nelle casse del fast food più famoso al mondo fior fior di quattrini. Il segreto? Proponendo, senza impegno, solo dei prodotti correlati e supplementari a dei prezzi scontati che rendono la pausa gastronomica più completa e gustosa.

In questo McDonald’s è stato un vero maestro di strategie di marketing di successo, alle quali molti ancora guardano come un esempio da seguire.

Sulla stessa scia un altro gigante, questa volta del web, Amazon. L’e-commerce più conosciuto al mondo utilizza la stessa tecnica. Mentre stai sfogliando le pagine dei rivenditori per trovare il modello più adatto a te di uno specifico prodotto, te ne consiglia altri correlati con la dicitura “Frequentemente acquistati con”. Un invito con il quale lo store online ti dice: “molti altri utenti insieme a questo prodotto anno comprato anche..” consigliandoti degli accessori da abbinare a prezzi scontati e vantaggiosi. Un filo conduttore che ti accompagna fino alla pagina del carrello. Un modo semplice per promuovere ulteriori prodotti e invogliare all’acquisto il cliente alzando così il valore medio degli ordini.

Altro esempio di un brand che ha fatto e fa uso di cross selling in maniera perfetta e vincente è Expedia, il sito web americano dedicato ai viaggi. Nel momento in cui si prenota un volo, il cliente riceve subito diversi suggerimenti su hotel, case vacanze, ristoranti, noleggio di auto ed una lista di cose da fare e servizi turistici correlati. Così l’utente che inizialmente cercava solo un volo aereo conveniente si ritrova una proposta completa con un pacchetto che include più servizi. In questo modo non solo risparmia denaro ma anche tempo utile.

L’abbinamento di uno o più prodotti rispetto a quello principale funziona sempre e in tutti i campi di vendita, anche in quelli più delicati come il settore farmaceutico. Ti sembrerà strano ma anche in farmacia si può applicare il cross selling in maniera strategica. Come? Indagando le motivazioni che ci sono alle base della richiesta di uno specifico farmaco. Solo dopo averle capite e analizzate si può attuare la vendita incrociata proponendo dei possibili abbinamenti in base ad una specifica patologia e problematica da risolvere. Anche in questo caso si proporranno dei prodotti complementari che, usati in simbiosi, daranno un effetto migliore e rispondendo adeguatamente alle necessità dell’utente.

Potremmo continuare così quasi all’infinito con una miriade di esempi. Anche le banche utilizzano il cross selling, dando al cliente l’opportunità di avere, ad esempio, insieme al conto corrente una serie di servizi aggiuntivi vantaggiosi e anche comodi.

Cross selling, come strutturarlo

Il cross selling è un’ottima strategia di marketing puro che, se ben strutturata, funziona per qualsiasi tipo di azienda (anche quelle del banking internazionale). Il punto focale sta proprio nella sua strutturazione, come viene creato, studiato e messo in pratica.

Come tutti i migliori piani commerciali che si rispettino ha bisogno di essere corredato da un’analisi guardando a:

L’obiettivo principale resta sempre quello di soddisfare il cliente in tutti i suoi bisogni, anche quelli latenti che magari non esprime apertamente. Questo è il primo e essenzialissimo step, perché se il consumatore è fidelizzato non vi lascerà più e rimarrà legato alla vostra azienda a lungo termine.

Sulla base di tutto questo si può costruire poi una precisa strategia di vendita che da un lato mira a ridurre la giacenza in magazzino e dall’altra ad offrire un pacchetto appetibile, flessibile e quasi personalizzato. È bene puntare sempre su prodotti di nicchia, affini a quelli di maggiore calibro e soprattutto di diverso valore.

Come? Con la giusta pubblicità, ma non solo. Importantissime sono le newsletter che aiutano a tenere vivo il contatto con gli utenti inviando anche delle offerte in specifici periodi.

Facendo tutto questo si otterrà un maggiore guadagno, ma non solo. Si offrirà un servizio migliore al cliente che si sentirà coccolato nella sua esperienza d’acquisto con un prezzo vantaggioso e un ventaglio di prodotti o servizi corredati tra di loro per un’offerta veramente completa.

È questo il vero segreto per poter vendere e rendere appetibili anche quei prodotti non essenziali, che sono appunto di corredo e che di certo non rappresentano la prima scelta di un consumatore. Quegli oggetti o servizi che non sono di punta e che se non ci fossero dei pacchetti creati ad hoc, con grande probabilità, rimarrebbero invenduti.

Un suggerimento, un consiglio e una proposta di acquisto non costano nulla all’azienda, anzi. Danno la possibilità di mostrare un ventaglio di prodotti maggiore che, come abbiamo detto, corredano e arricchiscono l’acquisto e consolidano anche la relazione con il consumatore proprio nel momento in cui ha lasciato cadere tutte le sue resistenze all’acquisto.

Dall’altra parte il cliente vede davanti a sé nuovi prodotti, oggetti particolari a cui magari non avrebbe pensato se non gli fossero stati proposti.

Brevi esempi di cross selling

Per avere le idee più chiare di cosa sia il cross selling e di come possa essere attuato nel più semplice dei modi facciamo dei brevissimi esempi.

Ti aiuteranno a capire di cosa stiamo parlando nello specifico e che questa tecnica di marketing può essere applicata veramente a tantissimi settori:

Approfittando della relazione che si è già creata con il cliente puoi proporgli nuovi articoli che aumentano le probabilità di far crescere il valore di spesa.

 

Cross selling, come attuarlo

Per utilizzare il cross selling e aumentare le vendite, è bene seguire delle semplici ma efficaci regole che ti permettono di puntare dritto all’obiettivo e non sbagliare.

Ottimizzare la strategia e seguire delle best practices -nel web marketing, ma anche in fase di pianificazione, è un’azione che funziona sempre:

 

I vantaggi del cross selling

Una volta capito come attuare questa tecnica di marketing al tuo business, vediamo quali sono i vantaggi che derivano dal cross selling. Non solo aumento delle vendite ma una serie di benefici che miglioreranno il tuo brand permettendogli di crescere e potenziarsi.

Tra i vantaggi del cross selling troviamo:

 

Cross selling manuale e automatico

Nel mondo del web 3.0 c’è bisogno di distinguere anche tra cross selling manuale e automatico.

Il primo è quello di cui abbiamo parlato fin ora, studiato e organizzato dall’azienda per far aumentare le vendite e far crescere il brand in base alle esigenze del cliente.

Il secondo, invece, è quello che si genera, in automatico appunto, sul web sulla base della navigazione e del tipo di ricerche che l’utente fa in rete.

Per il cross selling manuale l’azienda propone oggetti correlati al momento dell’acquisto o successivamente con le e-mail marketing di follow up per offrire prodotti che completano o migliorano il primo acquisto.

Per quello automatico, invece, è il web che mostra all’internauta alcuni specifici prodotti a seconda di ciò che l’utente sta cercando o ha cercato in passato. Più la ricerca si focalizza e si incentra su uno specifico ambito, più la correlazione tra i prodotti sarà mirata.

 

Up e down seller, le differenze

Oltre al cross selling, esistono altre due strategie di vendita, altrettanto efficaci e potenti, che spesso però vengono confuse e usate come sinonimi: up selling e down selling.

Vediamo in cosa consistono e diamo un’occhiata alle differenze tra di loro.

Si attua una strategia di up selling quando si offre al cliente un bene o servizio più complesso, migliore, che abbia delle potenzialità maggiori e quindi che sia più costoso rispetto a quello inizialmente scelto. Il segreto dell’up selling sta nel proporre un valore aggiunto, nell’offrire una comodità con un prodotto o servizio più completo e di una qualità superiore.

Un “gioco” che diventa vincente se si conoscono le esigenze del cliente che si fida ciecamente dei consigli dell’azienda. Un investimento maggiore e importante garantisce una gamma di funzioni avanzate, specialistiche e di alto livello e quindi risultati decisamente migliori rispetto ad una formula base.

Il processo inverso, invece, è chiamo down selling. Nelle vendite non sempre si può puntare a prodotti costosi e tra i migliori che si hanno in catalogo. Per non perdere un cliente e quindi lasciare cadere dei guadagni, si può puntare sulla vendita di un prodotto o un servizio di più basso valore rispetto a quello da cui il cliente è partito.

Il down selling può essere una strategia vincente quando l’azienda si rende conto che l’oggetto dal quale è partito l’utente è fuori dal proprio budget per cui sta per abbandonare l’idea di fare un acquisto. In quel momento offrire un buon prodotto ma magari meno costoso e di base rispetto ad un altro dà la vera svolta all’esperienza. In questo caso il cliente ne esce soddisfatto perché comunque ha trovato qualcosa che soddisfa le esigenze pratiche e monetarie e dall’altra l’azienda non solo non ha perso vendite ma ha anche fidelizzato il cliente che si è sentito preso per mano e guidato nell’acquisto.

Fare un buon cross selling aumenta di gran lunga le vendite invogliando il consumatore a spendere di più. In cambio l’azienda cosa offre? Un servizio completo ad un prezzo conveniente regalando al cliente un’esperienza d’acquisto migliore nella quale si sentirà seguito e coccolato grazie ad una figura di riferimento di cui si fida che gli ha reso la vita un po’ più facile.

Brand identity, tutto quello che devi sapere

Leggi la guida sulla Brand Identity: come lavorare, a livello comunicativo, per creare il tuo brand e rendere grande la sua reputazione. Impara come presentarti al pubblico, come costruire un’identità inconfondibile e lanciarti verso il successo

Tutti ne parlano e come spesso accade con l’uso delle parole inglesi, fa molto figo, per un’azienda, usare questo termine. Ma cos’è, nello specifico, la brand identity? Ed in che cosa consiste praticamente?

Con il termine brand identity si fa riferimento all’identità aziendale, al modo in cui un brand si presenta al pubblico attraverso alcuni elementi identificativi che vanno a colpire direttamente la percezione degli spettatori. Perché in un mercato saturo e feroce, la cosa essenziale è emergere, farsi riconoscere ed essere inconfondibile.

Il nome, il logo e la mission aziendale sono i fondamenti di un marchio e per questo devono essere costruiti secondo una precisa strategia affinché l’azienda non solo risulti riconoscibile, in modo chiaro e semplice, ma anche interessante, competitiva e attrattiva agli occhi degli utenti. Secondo David Aaker, esperto americano di marketing, l’identità di marca consiste in «un set di associazioni uniche legate al brand».

La brand identity indica dunque la strategia che l’azienda mette in atto per il posizionamento del suo brand sul mercato. L’identità del brand oggi è importantissima, anzi fondamentale, per essere presi in considerazione dal pubblico che ha bisogno di essere attratto, andando dritto alle emozioni, toccando anche le corte dell’istinto. Solo così lo si potrà letteralmente conquistare e arrivare al successo.

Nel XXI secolo gli utenti sono alla continua ricerca di esperienze, anche nel momento dell’acquisto e per questo è bene che ogni prodotto garantisca una vera brand experience, un’esperienza accattivante e coinvolgente che li faccia sentire parte di una comunità emozionale. Gli utenti hanno bisogno di essere coinvolti, di emozionarsi e condividere dei valori nei quali si rispecchiano.

E allora è necessario mettere in campo una buona strategia di marketing che sia duratura e coerente nel tempo, e che presenti una brand image appetibile all’interno della quale ogni elemento sia parte integrante di un ingranaggio complesso ma perfetto.

 

Brand identity, gli elementi determinanti

Nel costruire la brand identity ci sono degli elementi indispensabili di cui non si può non tenere conto per creare quell’identità di marca riconoscibile e inconfondibile nello stesso tempo.

Tra questi troviamo:

Alcuni suggerimenti su come sviluppare la Brand identity

Oggi più che mai serve dunque avere un’identità di marca chiara, che renda l’offerta differente e seducente.

Ma questo non significa falsare la verità e dire ciò che non si è. Tutt’altro. Come abbiamo detto, gli utenti hanno bisogno di sentirsi coinvolti e per questo è importante dire loro anche quelle piccole cose che non vanno, senza nascondere i difetti. Se devono riconoscersi nel brand ed immedesimarsi in esso è bene che anche il marchio possa essere imperfetto come d’altronde lo sono anche gli uomini.

La forza di un prodotto sta dunque nella sua forza di coinvolgimento dei clienti, ma non solo. Deve puntare più in alto: deve essere una svolta per la loro vita, deve coinvolgerli a tutto tondo così che non ne possano più fare a meno. È questa la vera mission di ogni azienda: farsi scegliere tra tutti.

Per fare questo è essenziale studiare tutti i potenziali competitor: capire come si muovono, cosa li contraddistingue e come sono arrivati al successo, solo dopo avere le idee chiare su di loro si può iniziare a studiare come superarli e, magari come in una buon vecchia battaglia navale, affondarli.

Ed una identità di marca che si risetti non può non portare con sé dei valori, perché sono loro che permettono di creare una specifica personalità. È bene, perciò, puntare su quei valori che magari gli altri non hanno, che ti distinguono e sono rilevanti nel contesto competitivo. La giusta combinazione di valori, ti renderà diverso dagli altri e ti permetterà di uscire dal mucchio.

Insieme ai valori è importante specificare e rendere chiara la propria mission, il know-how aziendale spiegando quel è il progetto dal quale il brand è nato e perché è iniziata una tale avventura.

Un mix di elementi indispensabili che, in ogni modo, oltre ad emergere in un mercato feroce devono sempre puntare e far valere la qualità del prodotto perché senza questa, per quanto la brand identity possa essere forte, il marchio si dimostrerà poi essere solo una scatola vuota e questo i consumatori lo capiscono eccome.

Ed infine, ma non per importanza, per la costruzione di una brand identity che funzioni è necessario che tutto ciò che ruota intorno al marchio si parte di un sistema di identità che, in fine dei conti, è come un vero bigliettino da visita. Occhio dunque alla costruzione del sito web e la presenza nei social ma anche ai processi di vendita, al servizio clienti, alle immagini pubblicitarie, all’identità dei lavoratori che grazie ad un abbigliamento personalizzato possono essere riconoscibili. Insomma, una miriade di aspetti che devono parlare ed interagire confluendo sempre verso un’unica via: il valore e la mission aziendale.

Sviluppare e gestire l’identità del brand oggi, vuol dire dunque gestire e coordinare relazioni, aspetti e dinamiche complesse che, come nella migliore orchestra, devono armonizzarsi e suonare all’unisono. Per farlo serve una strategia chiara che parta dall’identità di marca e venga sviluppata in ogni minimo dettaglio.

Brand identity, alcuni esempi virtuosi

Pronto il manuale di istruzioni, non resta che mettersi all’opera. Operazione facile? No, di certo ma il lavoro di analisi e confronto in team può portare ad ottimi risultati come quelli raggiunti da grandi aziende e multinazionali che hanno fatto del loro brand una vera forza sapendo costruire una brand experience che non ha eguali.

Partiamo con il logo delle “tre strisce”, l’inconfondibile marchio dell’azienda tedesca dello sport, l’Adidas che è certamente uno dei più conosciuti al mondo, oggi vero must tra gli sportivi. Un logo che si è evoluto in una storia di lunga data ma che è rimasto fedele agli elementi costitutivi ed originali, le strisce appunto che oggi sono “tre bande”, simbolo delle sfide della vita, del coraggio che ci deve portare sempre più in alto nella scalata della montagna. Passa il tempo ma, con un logo semplice e innovativo, Adidas porta avanti il messaggio di sempre per i giovani: quello di non arrendersi perché come recita il suo slogan “Impossibile in nothing”.

Dall’abbigliamento passiamo al gusto, non propriamente italiano ma che con la sua brand identity conquista anche gli italiani oltre Manica. Parliamo di Starbucks, a famosissima caffetteria inglese che, anche se lontano un miglio dal tipico caffè napoletano, è una tappa fissa e irresistibile quando si è a Londra. Perché? Perché Starbucks ha saputo creare intorno al sé la perfetta atmosfera a metà strada tra sogno e aria di casa, un posto dove poter staccare la spina e gustare insieme al suo caffè uno snack o un panino, ha saputo essere e distinguersi nella frenesia della città, un luogo di incontro e di relax.

E rimanendo in campo gastronomico, non si può non citare la famosissima e iconica M del McDonald. La M stilizzata e gialla che denota oggi il fast food più famoso al mondo, altro non è che la realizzazione grafica dell’idea architettonica voluta e desiderata dai due fondatori per il primo ristorante: un edificio con due archi laterali che invogliasse le persone a fermarsi. E così dal 1960 il simbolo di McDonald incarnò proprio la forma della sua struttura fisica. Un simbolo semplice, intuitivo ma di impatto con un giallo che ti conquista e che difficilmente si dimentica.

Questi solo alcuni esempi di come i loghi, tra presente e passato, hanno contribuito a fare grande e inconfondibile un brand. Loghi che sono stati veri fautori dell’identità di marca, senza i quali, probabilmente oggi, tante aziende non sarebbero quello che sono.