Cos’è il SEO: come funzionano posizionamento e indicizzazione SEO

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Giugno 22, 2018

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Avete provato il fai da te per Indicizzazione e Posizionamento SEO, ma non avete ottenuto risultati. In questo articolo vi spieghiamo cosa sono e come funzionano.

Essere presenti sul web è diventata una necessità che non può essere ignorata. Se vuoi vendere un prodotto, offrire un servizio o comunicare un messaggio, il web è la tua finestra sul mondo. E oltre a sfruttare i social per farti conoscere, avrai probabilmente bisogno di un sito web. Il sito web dà un’immagine molto più professionale di te o della tua azienda e inoltre rimane lì finché lo vuoi tu. Le piattaforme esterne come i social invece oggi ci sono ma domani potrebbero scomparire oppure potrebbero cambiare le loro regole compromettendo il conseguimento dei tuoi obiettivi sul web.

Gli utenti inesperti però pensano solo a farsi realizzare un sito web dalla grafica accattivante, ignorando che ci sono tutta una serie di operazioni molto importanti da effettuare per garantire il successo del sito. Una di queste è appunto l’indicizzazione SEO, che costituisce il punto di partenza di tutta una serie di operazioni. Cerchiamo di capire di che cosa si tratta e come effettuarla nella maniera ottimale.

Hai un e-commerce, ma nessuno lo visita? Uno dei metodi migliori per ottenere visitatori è fare Search Engine Optimization, ossia posizionare il tuo sito sui motori di ricerca

Che cos’è l’indicizzazione SEO

Come dice la parola stessa, indicizzare significa inserire nell’indice. E qual è il più importante indice del World Wide Web? Ovviamente Google. Quando andiamo ad indicizzare un nostro sito web in pratica andiamo ad inserirlo nell’enorme elenco di siti riconosciuti dal grande motore di ricerca.

A voler essere proprio precisi, Google non è l’unico sistema di indicizzazione del web. Tutti i motori di ricerca presenti sul web costituiscono una raccolta di siti web. Anche se Google è il motore di ricerca più diffuso e detiene, almeno nel mondo Occidentale, un quasi monopolio, esistono altri motori di ricerca, più grandi o più piccoli, che riescono a mantenere un certo numero di seguaci.

Il rivale diretto di Google è Bing, motore di ricerca di casa Microsoft, ma ci sono anche Yahoo, MSN e l’italianissimo Virgilio. Questi sono tutti motori di ricerca generici, ma ci sono poi anche quelli specializzati su una certa tipologia di contenuti, come YouTube, il più grande motore di ricerca per i contenuti video, o ad esempio tutti i motori di ricerca specifici per i viaggi o per le immagini.

Nonostante l’enorme varietà di motori di ricerca esistenti, ci riferiremo in questo articolo prevalentemente a Google, che è quello più usato e i cui meccanismi e funzionamento ci interessa principalmente comprendere.

indicizzazione seo per e-commerce

La scansione del web avviene attraverso gli spider, degli speciali software che analizzano il web per sapere che c’è di nuovo ogni giorno, ogni ora. Quello di Google si chiama Googlebot.

Come funzionano i motori di ricerca

Gli utenti che cercano un’informazione in rete accedono al motore di ricerca preferito e digitano una parola chiave, che può essere costituita da un’unica parola o da un’intera frase. Inserendo la parola chiave, gli utenti ricevono una serie di risultati che il motore di ricerca ha considerato attinenti al termine o alla frase inserita.

Questo è quello che succede dal lato degli utenti, ma prima che una risorsa possa essere trovata attraverso i motori di ricerca, è necessario che essi siano al corrente della sua esistenza. I risultati che essi restituiscono a chi effettua la ricerca infatti vengono prelevati da un immenso database che i motori di ricerca aggiornano e arricchiscono continuamente. Questo riescono a farlo scansionando periodicamente il web alla ricerca di nuovi contenuti.

La scansione del web avviene attraverso gli spider, degli speciali software. Quello di Google si chiama Googlebot e analizza periodicamente il web alla ricerca di nuove risorse da inserire nell’indice. Non parliamo solo di interi nuovi siti, ma anche di nuove pagine web create su siti già esistenti, ad esempio nuovi articoli di blog, tipologia di sito web che viene aggiornato costantemente dai suoi proprietari o gestori.

Quando gli spider incontrano una nuova pagina, avviene l’indicizzazione. Il sito o pagina in questione viene associato ad una serie di parole chiave in base all’argomento trattato, così quando un utente digiterà quelle parole chiave il sito comparirà nei risultati di ricerca.

Si tratta del primissimo passo per essere trovati sul web, un passo assolutamente fondamentale perché se il sito non è nemmeno presente nei database dei principali motori di ricerca può essere trovato solo digitando direttamente il suo link nella barra degli indirizzi del browser. Questo gli preclude l’occasione di essere trovato da tutte quelle persone che ancora non lo conoscono. E a cosa serve un sito, se nessuno viene a sapere della sua esistenza?

L’indicizzazione non richiede, di solito, grandi sforzi, mentre un buon posizionamento richiede un lavoro molto più lungo ed elaborato

Indicizzazione e posizionamento: qual è la differenza

Indicizzazione e posizionamento sono due cose ben distinte, ma che spesso vengono confuse dai non addetti ai lavori. E’ bene capire la differenza tra questi due termini per non avere brutte sorprese quando si commissiona la realizzazione di un sito web. Infatti se il preventivo prevede solo l’indicizzazione, senza posizionamento (o ottimizzazione), non dobbiamo aspettarci di scalare le vette dei motori di ricerca.

Solitamente l’indicizzazione viene eseguita insieme alla realizzazione del sito, mentre un buon posizionamento richiede un lavoro molto più lungo ed elaborato, che deve essere concordato a parte con il realizzatore del sito. I costi per ottenere un buon posizionamento possono essere pari o addirittura superiori a quelli previsti per la realizzazione del sito stesso, quindi non bisogna aspettarsi che possa essere incluso nel prezzo.

Ma cerchiamo di capire qual è la differenza tra indicizzazione e posizionamento. L’indicizzazione, come abbiamo visto, consiste nell’inserire nella lista dei siti di Google, di Bing o di un altro motore di ricerca, i link delle pagine del nostro sito. Quando un utente fa una ricerca, riceve una serie di risultati attinenti con la parola chiave che ha digitato. Ma il database dei motori di ricerca contiene probabilmente milioni di siti, e non tutti possono occupare la stessa posizione. In base all’importanza percepita dal motore di ricerca, ad ogni sito viene assegnata una precisa posizione nell’indice. Questa posizione lo colloca in una pagina piuttosto che in un’altra del motore di ricerca quando viene ricercata una determinata parola chiave.

Essere presenti nell’indice non ci garantisce la possibilità di essere trovati dagli utenti che fanno ricerche sul web. La posizione occupata da un sito recente nell’indice è solitamente piuttosto bassa. Solo il tempo e un costante buon lavoro fatto sul sito gli danno l’opportunità di salire di posizione. Per ottenere un posizionamento migliore bisogna quindi ricorrere a specifiche tecniche di ottimizzazione per i motori di ricerca.

Il web è un mare magnum di contenuti. Per ogni singolo argomento trattabile esistono probabilmente migliaia di pagine presenti nell’indice dei motori di ricerca, sia di buona che di cattiva qualità. Ma tutti sappiamo bene che la pagina di un motore di ricerca può ospitare massimo dieci SERP (risultati che vengono restituiti dal motore di ricerca quando si digita in esso una parola chiave), quindi per finire in prima pagina e ottenere visibilità è necessario che il sito web sia stato ottimizzato per i motori di ricerca, oltre che indicizzato. Gli utenti infatti raramente vanno oltre la prima pagina quando consultano un motore di ricerca, quindi essere in terza, quinta, decima o centesima pagina con il proprio sito è pressappoco la stessa cosa e non ci garantisce alcuna visibilità sul web.

come arrivare in prima pagina google

In realtà su una pagina dei risultati ci sono più di dieci contenuti. Nella parte alta oppure lateralmente si trovano solitamente i contenuti sponsorizzati, cioè contenuti che si trovano in prima pagina perché il proprietario del sito ha pagato il motore di ricerca per ottenere maggiore visibilità, a dispetto del posizionamento naturale (quello che si ottiene con l’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca). Questo è un sistema alternativo all’ottimizzazione, ma si tratta di una pratica molto costosa e che non garantisce risultati duraturi nel tempo. Se si smette di pagare il motore di ricerca, il sito non risulta più visibile in prima pagina e non viene più trovato dagli utenti.

In effetti il posizionamento organico (o naturale) si basa molto di più sul merito perché i motori di ricerca hanno negli ultimi anni sempre più affinato il loro algoritmo al fine di premiare la qualità. In passato la SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca), non premiava granché la qualità e bastava inserire nel testo una lunga sequenza di parole chiave per arrivare probabilmente in prima pagina. Questo riempiva il web di contenuti spazzatura, realizzati col solo obiettivo di finire in prima pagina.

Oggi invece le esigenze dell’utente sono al primo posto, e per restituirgli ad ogni ricerca dei contenuti di qualità, i motori di ricerca hanno deciso di premiare chi produce contenuti per le persone, piuttosto che per compiacere essi stessi. Ecco perché ottenere un buon posizionamento su Google o su altri motori di ricerca è diventato sempre più difficile.

Quindi in definitiva l’indicizzazione ha a che fare con l’inserimento di una risorsa nel database di Google o di un altro motore di ricerca, mentre il posizionamento ha a che fare con la posizione che questa risorsa occupa nel database. Più alta è la sua posizione nell’indice, maggiori possibilità ha il sito di essere conosciuto e visitato dagli internauti.

 

Perché parliamo di indicizzazione SEO

La SEO è una disciplina che siamo soliti associare al posizionamento in quanto consiste in una serie di accorgimenti che permettono ad un sito di acquistare posizioni più alte all’interno del database del motore di ricerca. La SEO non dovrebbe quindi essere affiancata alla parola indicizzazione proprio per evitare di creare quella confusione che ancora esiste tra i termini indicizzazione e posizionamento.

Nonostante ciò si sente sempre più spesso parlare di indicizzazione SEO. Come mai? La verità è che indicizzazione e posizionamento sono due passaggi complementari. Una buona indicizzazione è alla base di un successivo buon posizionamento, che è in definitiva la cosa che maggiormente interessa ai proprietari dei siti web.

L’indicizzazione viene fatta in automatico dai motori di ricerca. Gli spider scansionano periodicamente il web alla ricerca di nuove risorse. Ma lasciare tutto al caso significa affidare alla sorte il successo o l’insuccesso del proprio progetto sul web. L’ottimizzazione SEO di un sito infatti inizia proprio con questo primo passaggio, e se si vuole veder crescere il proprio sito, bisogna accompagnarlo e dirigerlo affinché avvenga nella maniera ottimale per i nostri scopi.

In fase di indicizzazione ad esempio il nostro sito viene associato dal motore di ricerca ad una serie di parole chiave. E’ importante quindi fare in modo che siano quelle giuste per i nostri obiettivi e progetti, in modo da ricevere visite solo da parte di utenti fortemente interessati a quello che facciamo.

In questa prospettiva ha assolutamente senso associare l’acronimo SEO al termine indicizzazione, dato che anche l’indicizzazione è una fase fondamentale dell’ottimizzazione SEO, insieme al posizionamento vero e proprio.

Come indicizzare un sito web

L’indicizzazione di un sito inizia con la scansione periodica che gli spider di Google fanno del web. Gli spider sono dei software che analizzano le pagine presenti nel web, inviandone una copia all’indice di Google.

Questi software analizzano le pagine del web e rilevano in esse gli eventuali altri link presenti. Gli ulteriori link vengono poi analizzati a loro volta in un momento successivo e, se ritenuti idonei, inseriti anch’essi nell’indice. Quindi quando uno spider approda su una pagina del nostro sito, andrà poi a visitare anche le altre pagine del nostro sito linkate in quella pagina (magari sotto forma di menù o di collegamenti presenti nella sidebar o nel footer). Attraverso questo effetto a catena, tutte le nostre pagine del sito vengono indicizzate.

Questo processo viene eseguito automaticamente in maniera periodica. Come si può immaginare però si tratta di un’operazione lunga e complessa, che ha anche dei costi piuttosto elevati per il motore di ricerca, quindi non può essere eseguita giornalmente. Quando viene creata una nuova pagina web senza segnalarla all’indice di Google, potrebbero passare anche mesi prima che gli spider vadano a visitarla e a censirla. In tutto questo tempo il sito web resterebbe inaccessibile attraverso i motori di ricerca. Si potrebbe accedere ad esso solo digitando il link direttamente nella barra dell’indirizzo del browser. Una cosa che sicuramente ogni proprietario di un nuovo sito web vorrebbe evitare.

Senza aspettare che gli spider di Google passino a scansionare il nostro sito, possiamo però attuare una serie di azioni per segnalare al motore di ricerca la sua esistenza (il tutto è spiegato molto bene anche nel video di Ahrefs, poco più in basso).

Il primo sistema che si può impiegare per segnalare all’indice la presenza delle pagine di un nuovo sito è quello di creare una Sitemap.xml, cioè un file contenente tutte le URL del sito, e inviarla direttamente a Google. In questo modo il motore di ricerca viene a conoscenza degli URL del sito prima che i suoi spider passino a scansionarlo.

La sitemap deve essere preparata da un SEO specialist e caricata sul sito. Se si utilizza un CMS come WordPress è possibile generarla tramite dei plugin (il più famoso e usato è Yoast SEO). Per inviarla a Google, bisogna registrare il sito in Google Search Console, mentre per segnalare il sito a Bing bisognerà inviare la sitemap attraverso la Bing Webmaster Tools.

Sempre nella Search Control di Google si trovano due strumenti utili, che permettono di segnalare a Google l’esistenza del nuovo sito e accelerare la sua scansione da parte degli spider: Visualizza come Google e Add URL. Strumento analogo si trova anche nella Bing Webmaster Tools e si chiama Submit URLs.

Un altro modo per far indicizzare velocemente un sito è la presenza di link. Quando gli spider trovano dei link nelle pagine web che scansionano, automaticamente vanno a visitarli e a scansionarli a loro volta. Si tratta però di un sistema sul quale non possiamo esercitare quasi nessun controllo, infatti non possiamo obbligare altri siti a linkarci.

L’unico modo per ottenere tanti link è utilizzare delle tecniche di Black Hat SEO, cioè delle tecniche considerate illecite dai motori di ricerca e che portano alla sicura penalizzazione del sito nel caso in cui si venisse scoperti. Esistono dei software che permettono di inviare, con una semplice operazione, l’URL da indicizzare a migliaia di siti, permettendo così di ottenere moltissimi link in entrata in pochissimo tempo.

Come Google legge una pagina web

Il sito web come noi lo vediamo è formato da testi, link e immagini. Gli spider dei motori di ricerca non scansionano le pagine web come le visualizziamo noi, ma vanno a leggere il codice sorgente, scritto in linguaggio HTML. Il codice sorgente contiene anche informazioni che un normale visitatore di un sito non riesce a visualizzare. Nello specifico nel codice sorgente si trovano:

  • tag title

  • tag description

  • tag alt

Tutti questi elementi non dovrebbero mai essere trascurati da chi gestisce una pagina web perché forniscono importanti informazioni a Google, che possono aiutare sia nell’indicizzazione che nel posizionamento.

meta tag title tag come fare

Nella foto esempi di Title tag e meta tag.

Il tag alt ad esempio fornisce al motore di ricerca informazioni sulle immagini presenti sulla pagina web. Googlebot infatti non è in grado di visualizzare le immagini e un breve testo descrittivo ad esse associato è l’unico modo per fargli capire che cosa rappresentano.

I tag title e description invece forniscono un titolo e una descrizione del contenuto della pagina, e sono importanti perché vengono utilizzati da Google per creare gli snippet nei risultati di ricerca. Gli snippet sono delle porzioni di informazione estratte dalla pagina web e mostrate agli utenti che fanno una ricerca su Google. E’ importante che i tag title e description siano ben compilati perché sono le uniche informazioni che gli utenti visualizzano della pagina su Google. Attraverso quelle poche righe di testo dovremo convincerli a fare click sul nostro link ed entrare nel nostro sito.

Ci sono alcune tipologie di elementi che Google ha difficoltà a indicizzare. Come per le immagini, Google non è in grado di leggere i file audio e video. Inoltre questa tipologia di file di solito viene ospitata su piattaforme esterne e sul sito viene inserito solo un semplice link. Se si intende inserire un file di questo tipo sul proprio sito è bene sempre affiancarlo con del testo descrittivo per chiarirne l’argomento ai motori di ricerca.

Cosa impedisce l’indicizzazione SEO

Non tutti i siti presenti nel web vengono indicizzati da Google. Innanzitutto Google impone determinati parametri che i siti web che aspirano ad essere indicizzati devono necessariamente rispettare. Nulla di troppo esclusivo comunque: i siti che non possono essere indicizzati sono solo quelli che si occupano di attività illegali. In verità Google è abbastanza democratico e accoglie nel suo immenso database sia i siti di qualità che quelli spazzatura. La differenza poi la fa tutta il posizionamento.

Vero è però che Google dà molta importanza ai contenuti. Per fornire la miglior esperienza possibile agli utenti che utilizzano il motore di ricerca, premia la qualità delle pagine web presenti nel suo indice. Ecco perché un contenuto, per poter essere indicizzato, deve essere chiaro. Se il motore di ricerca non riesce ad individuare l’argomento trattato, il sito non può essere indicizzato.

Non tutte le pagine di un sito web vengono indicizzate. Ci sono delle pagine che è oggettivamente inutile, se non controproducente, indicizzare, perché non hanno nessuna utilità per gli internauti. Pensiamo ad esempio in un e-commerce alle pagine che permettono di finalizzare l’acquisto (carrello, cassa).

Esistono sistemi che permettono di escludere alcune pagine del nostro sito dall’indicizzazione. Per indicare a Google quali pagine devono essere indicizzate e quali no, si utilizza normalmente il file Robots.txt. Questo semplice file, che viene aggiunto al sito web, permette di indicare agli spider quali risorse si vuole che vengano indicizzate e quali invece no. Per fornire queste indicazioni al motore di ricerca si usano dei precisi comandi che sono:

  • Index, per chiedergli di inserire la risorsa nell’indice

  • Noindex: per chiedergli di ignorare la risorsa

  • Follow: per chiedergli di scansionare i link presenti nella risorsa

  • Nofollow: per chiedergli di ignorare i link presenti nella risorsa

Conclusione

Adesso che hai una visione più chiara in merito all’indicizzazione di un sito sui motori di ricerca, puoi sicuramente valutare se il tuo sito ha bisogno di un intervento tecnico specifico.

Se noti di non ricevere abbastanza traffico, il tuo sito potrebbe infatti avere problemi di indicizzazione. Non esitare a sistemare le cose: non ricevere traffico significa condannare il tuo sito e i tuoi progetti sul web all’oblio.

 

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